Hai trovato un’offerta di lavoro nella localizzazione videoludica, hai inviato il curriculum e finalmente arriva la risposta che speravi: l’azienda è interessata al tuo profilo e vuole farti sostenere un test di traduzione. A questo punto può iniziare l’ansia. Che cosa ti chiederanno? Quanto tempo avrai? Dovrai tradurre alla lettera? Potrai utilizzare un CAT Tool? E soprattutto: che cosa valuta davvero una software house quando corregge un test di localizzazione?
La risposta è meno semplice di “quanto bene traduci”. Un test di traduzione per una software house serve infatti a capire se il candidato possiede le competenze necessarie per lavorare su un progetto reale. La qualità della traduzione è naturalmente fondamentale, ma entrano in gioco anche la comprensione del contesto, la capacità di adattamento, la coerenza terminologica, la naturalezza dell’italiano, l’attenzione ai dettagli e la capacità di seguire istruzioni precise. Per questo prepararsi a un test di localizzazione videoludica non significa soltanto esercitarsi a tradurre più velocemente: significa imparare a ragionare come un professionista della localizzazione.
Prima di tradurre, leggi tutto
Uno degli errori più comuni consiste nell’aprire il file e iniziare immediatamente dalla prima frase. La fretta, in questo caso, può essere controproducente. Prima di cominciare è fondamentale leggere attentamente tutte le istruzioni fornite dall’azienda e cercare di comprendere il progetto nel suo insieme. Se sono presenti una style guide, un glossario, una descrizione del gioco, informazioni sui personaggi o indicazioni specifiche sul tono da utilizzare, tutto questo materiale fa parte del test e non dovrebbe essere considerato un semplice allegato.
Immaginiamo, per esempio, che il personaggio principale sia una ragazza adolescente che parla in maniera informale con i suoi amici, mentre un altro personaggio è un anziano professore che utilizza un registro molto più ricercato. Anche se il testo inglese non rende questa differenza in maniera particolarmente evidente, la versione italiana dovrà necessariamente tenerne conto. Allo stesso modo, se l’azienda stabilisce che determinati termini devono essere mantenuti in inglese o che un personaggio deve essere trattato con il “lei”, ignorare queste indicazioni significa non aver superato una parte importante della prova.
Seguire le istruzioni è infatti una competenza professionale a tutti gli effetti. Una software house non cerca semplicemente qualcuno che sappia scrivere bene: cerca una persona alla quale poter affidare un’attività all’interno di un processo produttivo.
Il contesto è fondamentale nella localizzazione videoludica
La localizzazione videoludica presenta una difficoltà che spesso viene sottovalutata da chi si avvicina per la prima volta a questo settore: una frase non può essere interpretata correttamente senza sapere in quale situazione viene pronunciata. Una stringa apparentemente semplicissima come “It’s done” può avere traduzioni molto diverse a seconda del contesto. Potrebbe significare “È fatto”, “Abbiamo finito”, “È tutto pronto”, “È finita” o persino assumere un significato completamente differente.
Per questo, prima di tradurre un test, è importante raccogliere tutte le informazioni disponibili sul gioco. Qual è il genere? Chi sono i personaggi? A quale pubblico è rivolto? Il testo che stiamo traducendo appartiene a un dialogo, a un menu, a un tutorial o a una descrizione? È pronunciato da un protagonista oppure da un personaggio secondario? Si tratta di un momento drammatico o di una battuta comica?
Tutte queste informazioni possono cambiare la traduzione. È uno dei motivi per cui la localizzazione non può essere ridotta alla semplice sostituzione di parole inglesi con parole italiane. Il localizzatore deve comprendere la funzione del testo all’interno del gioco e trovare una soluzione che funzioni nella lingua di arrivo.
Questo è anche il motivo per cui, se stai cercando di entrare professionalmente nel settore, è importante conoscere la differenza tra traduzione e localizzazione. Nel nostro articolo “Parlare bene inglese non basta per tradurre videogiochi” approfondiamo proprio questo aspetto e spieghiamo perché la conoscenza linguistica rappresenta soltanto il punto di partenza.
Non tradurre parola per parola
Un test di traduzione videoludica non dovrebbe essere affrontato cercando di rimanere il più possibile vicino alla struttura dell’inglese. Al contrario, uno dei segnali che possono distinguere una buona localizzazione da una traduzione mediocre è proprio la naturalezza del testo italiano.
Questo non significa prendersi libertà arbitrarie o modificare il significato dell’originale. Significa capire che cosa deve comunicare quella frase e trovare il modo più efficace per comunicarlo a un giocatore italiano.
Il problema diventa particolarmente evidente nei dialoghi. Un personaggio sarcastico deve risultare sarcastico anche in italiano; un personaggio giovane deve avere una voce coerente con la sua età; un villain particolarmente solenne non dovrebbe improvvisamente esprimersi come un adolescente sui social network. Il testo deve sembrare scritto per quel personaggio, per quel mondo narrativo e per quel gioco.
Per questo, una buona abitudine consiste nel rileggere la propria traduzione senza guardare per qualche minuto l’originale. Leggendo soltanto l’italiano, chiediti se quella frase potrebbe essere comparsa direttamente in un videogioco italiano. Se percepisci continuamente la struttura dell’inglese dietro alle parole italiane, probabilmente c’è ancora qualcosa da migliorare.
Giochi di parole, umorismo e riferimenti culturali
I test di localizzazione possono contenere proprio quei problemi che mettono maggiormente alla prova la capacità di adattamento del traduttore. Un gioco di parole, una battuta, un riferimento culturale o una citazione possono non avere un equivalente diretto in italiano. In questi casi la traduzione letterale è spesso la soluzione meno efficace.
Immaginiamo, per esempio, che una battuta faccia ridere il giocatore inglese perché sfrutta l’ambiguità di una parola. Se quella stessa parola non presenta alcuna ambiguità in italiano, tradurla letteralmente significa conservare le parole ma perdere completamente la funzione della battuta. Il lavoro del localizzatore consiste allora nel chiedersi quale effetto debba produrre quella frase e come ricrearlo nella lingua di arrivo.
Non esiste sempre una soluzione perfetta e non esiste nemmeno una regola che stabilisca in anticipo quanto sia possibile allontanarsi dall’originale. Dipende dal gioco, dal contesto, dal pubblico e dalle indicazioni del cliente. La creatività nella localizzazione non è quindi libertà assoluta: è una creatività esercitata all’interno di vincoli precisi.
La terminologia e la coerenza possono fare la differenza
Un altro elemento al quale prestare grande attenzione durante un test è la terminologia. Se nel gioco compare un elemento che ritorna più volte, non puoi scegliere una traduzione diversa ogni volta soltanto perché il sinonimo ti sembra più elegante. In un videogioco, infatti, un termine può comparire nei dialoghi, nei menu, nei tutorial, nelle descrizioni degli oggetti e in molti altri elementi dell’interfaccia.
Se l’azienda ti fornisce un glossario, utilizzalo sempre come riferimento. Se invece non è disponibile, è importante fare ricerca sulle risorse ufficiali che hai a disposizione e prendere decisioni coerenti. Quando hai scelto una soluzione, chiediti se quella stessa soluzione continuerà a funzionare anche nelle occorrenze successive.
La coerenza terminologica è uno degli aspetti che possono rendere un progetto professionale immediatamente più solido. Un buon italiano non è sufficiente se il testo utilizza nomi diversi per indicare lo stesso elemento del gioco.
Impara a fare ricerca, ma senza perdere tempo
Un localizzatore professionista deve saper fare ricerca. Durante un test, però, questo non significa passare metà del tempo a cercare su Google ogni singola parola. La ricerca deve essere mirata e servire a risolvere problemi concreti.
Può essere necessario verificare il nome ufficiale di un personaggio, controllare la terminologia utilizzata in una precedente versione del gioco, capire come viene tradotto un termine tecnico o approfondire un riferimento culturale. Quando possibile, è sempre preferibile partire dalle fonti ufficiali e dai materiali forniti dal cliente.
È altrettanto importante sapere quando una ricerca non è sufficiente. Se il testo presenta un’ambiguità che non può essere risolta attraverso le informazioni disponibili, non bisogna necessariamente inventare una risposta. In un vero progetto di localizzazione esistono situazioni nelle quali il traduttore deve segnalare un dubbio o chiedere chiarimenti al cliente.
Anche questa è una competenza professionale: sapere distinguere ciò che si può decidere autonomamente da ciò che richiede un confronto.
Attenzione alla lunghezza delle stringhe
Se il test comprende elementi di interfaccia, menu o messaggi di sistema, bisogna prestare particolare attenzione alla lunghezza delle stringhe. Una traduzione italiana può essere più lunga rispetto all’originale e questo può creare problemi quando il testo deve essere visualizzato all’interno di uno spazio limitato.
Se l’azienda indica un limite di caratteri, quel limite deve essere rispettato. Non basta trovare una traduzione corretta dal punto di vista linguistico: bisogna trovare una soluzione che funzioni anche dal punto di vista tecnico.
Questa è una delle differenze più importanti tra una traduzione generica e una localizzazione videoludica. Il testo non vive su una pagina bianca: deve entrare in un’interfaccia, in una casella di dialogo, in un pulsante o in un sistema che può avere vincoli precisi.
Quando lavori a un test, quindi, non considerare mai una stringa soltanto come una frase. Chiediti dove verrà visualizzata e quale funzione svolge all’interno del gioco.
CAT Tool e strumenti professionali
Un altro dubbio frequente riguarda gli strumenti da utilizzare. Se l’azienda indica espressamente un CAT Tool o una piattaforma specifica, naturalmente bisogna seguire le istruzioni ricevute. Se invece non viene indicato nulla, non è necessario dimostrare a tutti i costi di conoscere il maggior numero possibile di software.
Naturalmente la familiarità con i CAT Tool rappresenta una competenza importante per chi vuole lavorare nella localizzazione. Memorie di traduzione, glossari, controlli QA e sistemi di gestione terminologica fanno parte del lavoro quotidiano di molti professionisti e conoscere questi strumenti può rendere il processo più efficiente.
Durante un test, tuttavia, il vero obiettivo non è impressionare il selezionatore con la quantità di software che sai utilizzare. È dimostrare che sai lavorare in modo preciso, coerente e professionale.
La revisione finale è parte del test
Una volta terminata la traduzione, non consegnare immediatamente il file, se il tempo a disposizione permette una revisione. Idealmente sarebbe utile rileggere il testo almeno due volte, concentrandosi ogni volta su aspetti diversi.
Durante la prima rilettura puoi verificare il significato e il contenuto: hai tradotto tutto? Hai dimenticato qualche stringa? Hai interpretato correttamente il contesto? Durante la seconda puoi concentrarti sull’italiano: ci sono refusi, ripetizioni, costruzioni poco naturali o problemi di punteggiatura?
Infine, fai un controllo di coerenza. I nomi dei personaggi sono sempre uguali? I termini ricorrenti sono stati trattati nello stesso modo? Il registro dei dialoghi è coerente? Hai rispettato le indicazioni della style guide?
Molti errori che sembrano banali quando vengono individuati dopo la consegna possono essere facilmente eliminati dedicando qualche minuto a una revisione consapevole.
Rispetta anche le istruzioni più banali
Un test di traduzione serve anche a verificare quanto sei affidabile come collaboratore. Se viene indicata una scadenza, rispettala. Se viene richiesto un determinato formato, utilizza quel formato. Se l’azienda stabilisce come nominare il file o quali colonne non devono essere modificate, segui esattamente le indicazioni.
Potrebbe sembrare secondario rispetto alla qualità della traduzione, ma non lo è. In un progetto reale il localizzatore lavora all’interno di un processo che coinvolge project manager, revisori, sviluppatori, linguisti e altri professionisti. Un traduttore che scrive bene ma non rispetta le specifiche può creare problemi all’intero team.
La precisione organizzativa, quindi, fa parte della professionalità tanto quanto la competenza linguistica.
Come allenarsi prima di affrontare un test
Se vuoi prepararti a un test di localizzazione, non è necessariamente utile fare decine di traduzioni generiche. È molto più efficace simulare una situazione il più possibile vicina a quella che potresti incontrare lavorando.
Puoi prendere un breve segmento di dialogo, una quest, alcune descrizioni di oggetti o un insieme di stringhe di interfaccia e provare a localizzarle immaginando di essere già all’interno di un progetto. Prima di iniziare, definisci il genere del gioco, il pubblico, i personaggi e il tono. Poi individua i termini ricorrenti, costruisci un piccolo glossario e presta attenzione alle eventuali limitazioni di spazio.
Quando hai finito, rileggi il lavoro e annota le decisioni più difficili. Hai dovuto adattare un gioco di parole? Hai incontrato un’ambiguità? Hai dovuto scegliere tra diverse traduzioni possibili? Hai dovuto accorciare una stringa per rispettare un limite?
Questo tipo di esercizio è molto più utile del semplice “tradurre tanto”, perché ti abitua a riconoscere i problemi tipici della localizzazione e soprattutto a ragionare sulle soluzioni.
Per chi sta cercando di entrare nel settore, è inoltre utile costruire progressivamente un portfolio. Nel nostro articolo “Come creare un portfolio da localizzatore videoludico” spieghiamo come selezionare gli esempi, come presentare i propri lavori e come dimostrare competenze anche quando non si possiede ancora una lunga esperienza professionale.
Che cosa vuole davvero vedere una software house?
Alla fine, la domanda fondamentale è questa: che cosa vuole capire un’azienda quando ti sottopone un test?
Non vuole necessariamente trovare una persona che conosca già ogni risposta. Nella localizzazione professionale è normale incontrare problemi nuovi, termini sconosciuti, ambiguità e situazioni che richiedono un confronto con il cliente. Quello che il test dovrebbe permettere di valutare è soprattutto il tuo metodo di lavoro.
Se incontri un termine che non conosci, sai come cercarlo? Se trovi una frase ambigua, riesci a individuare il problema? Se un gioco di parole non può essere tradotto letteralmente, riesci a trovare una soluzione funzionale? Se un termine ricorre in tutto il testo, pensi alla coerenza terminologica? Se una stringa è troppo lunga, riesci a sintetizzarla senza perdere il significato?
Queste sono le competenze che trasformano una buona conoscenza dell’inglese in una reale capacità di localizzazione.
Il test, quindi, non dovrebbe essere visto soltanto come un esame da superare. È anche un’occasione per dimostrare che sai affrontare un testo come farebbe un professionista.
Il vero obiettivo è dimostrare che sai localizzare
Prepararsi a un test di traduzione per una software house significa, in definitiva, cambiare la domanda che ti poni davanti a ogni frase.
Non chiederti soltanto: “Come traduco questa frase?”. Chiediti invece: “Come dovrebbe essere questa frase all’interno di un videogioco italiano?”
La differenza può sembrare minima, ma in realtà cambia completamente l’approccio. La prima domanda riguarda principalmente la lingua di partenza. La seconda considera il prodotto, il giocatore, il contesto, il personaggio, l’interfaccia e gli obiettivi del progetto.
È proprio questo passaggio mentale che distingue una semplice traduzione da una vera localizzazione.
Come sviluppare le competenze necessarie?
Se stai preparando il tuo primo test di traduzione videoludica e ti accorgi che alcune di queste competenze non ti sono ancora familiari, è del tutto normale. La localizzazione richiede infatti una combinazione di conoscenze linguistiche, tecniche e specificamente legate al medium videoludico.
Per lavorare professionalmente non basta conoscere bene l’inglese: bisogna imparare a gestire il contesto, la terminologia, i CAT Tool, i workflow, il controllo qualità e l’adattamento dei contenuti. È inoltre importante esercitarsi su testi realistici e imparare a costruire un metodo di lavoro che permetta di affrontare problemi diversi senza perdere coerenza.
È proprio su queste competenze che si concentra GameLoc Academy, il percorso formativo dedicato alla localizzazione videoludica. Se vuoi trasformare la passione per i videogiochi e per le lingue in una preparazione professionale, puoi scoprire il percorso di GameLoc Academy e approfondire il programma del corso.
Un test di traduzione può essere il momento in cui un’azienda decide se affidarti un progetto. Prepararsi bene significa quindi molto più che cercare di ottenere una buona traduzione: significa arrivare a quel momento sapendo già ragionare come un localizzatore.
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