Quali sono le figure professionali della localizzazione? Quando si parla di localizzazione videoludica, è facile immaginare un professionista seduto davanti al computer con un file di testo aperto, impegnato a trasformare le battute di un videogioco dall’inglese all’italiano. È un’immagine non completamente sbagliata, ma decisamente incompleta.
La localizzazione di un videogioco è infatti un processo molto più articolato della semplice traduzione. Dietro una versione italiana ben realizzata possono esserci traduttori, revisori, specialisti di controllo qualità linguistico, project manager, linguisti interni, responsabili della terminologia e, soprattutto nei progetti più complessi, professionisti che si occupano dell’adattamento di dialoghi, del doppiaggio, della gestione delle risorse linguistiche e del coordinamento tra sviluppatori, publisher e fornitori esterni.
Questo significa che chi desidera lavorare nella localizzazione videoludica non dovrebbe necessariamente pensare di avere davanti a sé una sola strada professionale. Il settore offre ruoli diversi, che richiedono competenze in parte sovrapponibili ma anche molto differenti tra loro.
Capire quali sono queste figure è quindi il primo passo per orientarsi in modo realistico nel mercato del lavoro e, soprattutto, per capire quale tipo di attività potrebbe essere più adatto alle proprie capacità.
Il traduttore: la figura più conosciuta, ma non l’unica
Il traduttore videoludico è probabilmente la figura che viene in mente per prima quando si parla di localizzazione. Il suo compito consiste nel trasferire i contenuti linguistici del gioco nella lingua di destinazione, cercando di mantenere significato, tono, funzione comunicativa e coerenza con il mondo narrativo.
Ma anche in questo caso parlare semplicemente di “traduzione” può essere riduttivo.
Un videogioco può contenere dialoghi, menu, tutorial, descrizioni degli oggetti, missioni, achievement, notifiche, testi promozionali, messaggi di sistema e moltissime altre tipologie di contenuto. Ognuna di queste componenti può avere esigenze diverse. Una battuta pronunciata da un personaggio non può essere trattata nello stesso modo di una voce di menu, così come una descrizione di un oggetto non può necessariamente essere tradotta con gli stessi criteri utilizzati per un testo promozionale.
Il traduttore deve quindi comprendere il contesto e sapere che cosa sta traducendo, per chi e con quale funzione.
Inoltre, nei progetti videoludici il testo è spesso soggetto a vincoli tecnici. Una traduzione può essere linguisticamente perfetta e tuttavia risultare inutilizzabile perché troppo lunga per un’interfaccia, perché rompe un elemento grafico o perché non tiene conto di una variabile presente nel gioco.
Per questo il traduttore videoludico è molto più di una persona che conosce bene l’inglese e sa scrivere in italiano: è un professionista che deve imparare a lavorare all’interno di un sistema complesso.
Il revisore linguistico: la seconda lettura che può cambiare tutto
Dopo la traduzione arriva spesso il lavoro del revisore, una figura fondamentale per garantire la qualità finale del testo.
Il revisore non si limita a cercare errori grammaticali. Deve verificare che la traduzione sia corretta, naturale, coerente con il contesto e con le indicazioni del progetto. Deve controllare la terminologia, la consistenza dei nomi propri, il tono dei personaggi e il rispetto delle style guide.
In un videogioco particolarmente articolato, la revisione può diventare un vero lavoro investigativo. Una frase apparentemente semplice potrebbe infatti assumere un significato diverso a seconda del personaggio che la pronuncia, della situazione in cui viene visualizzata o di una scelta effettuata precedentemente dal giocatore.
Il revisore deve quindi avere una sensibilità linguistica molto forte, ma anche la capacità di mettere in discussione una traduzione che, presa isolatamente, potrebbe sembrare perfettamente corretta.
Il suo obiettivo non è dimostrare che il traduttore ha sbagliato. È fare in modo che il testo funzioni meglio.
Il Localization QA Tester: quando il testo deve essere verificato direttamente nel gioco
Una delle figure più interessanti per chi vuole entrare nel settore è il Localization QA Tester, spesso indicato semplicemente come LQA Tester.
In questo caso non ci troviamo più soltanto davanti a documenti o stringhe linguistiche. Il professionista deve verificare la localizzazione direttamente all’interno del prodotto.
Questo può significare giocare determinate sezioni, seguire percorsi specifici, controllare menu e interfacce, verificare sottotitoli, testi a schermo, messaggi di sistema e comportamenti linguistici legati alle diverse situazioni di gioco.
Un errore individuato durante il LQA potrebbe essere una parola tradotta male, ma anche un testo troncato, una stringa che compare nel posto sbagliato, un problema di genere grammaticale, un carattere visualizzato in modo errato o una traduzione che non tiene conto di ciò che sta effettivamente accadendo sullo schermo.
È una professione che richiede quindi una combinazione particolare di attenzione linguistica, metodo e familiarità con i videogiochi.
E soprattutto richiede una mentalità diversa da quella del semplice giocatore: il QA Tester deve imparare a osservare il gioco alla ricerca di problemi, spesso ripetendo la stessa azione molte volte e documentando con precisione ciò che non funziona.
Il Localization Project Manager: la persona che tiene insieme il progetto
In un progetto di localizzazione possono essere coinvolte decine, centinaia o, nei titoli più grandi, anche molte più persone. Coordinare tutte queste attività richiede una figura specifica: il Localization Project Manager.
Il Project Manager si occupa dell’organizzazione del progetto, delle scadenze, della comunicazione tra i diversi interlocutori e del coordinamento delle risorse coinvolte.
Non è necessariamente un traduttore, anche se una buona conoscenza dei processi linguistici è estremamente utile. Il suo lavoro è soprattutto quello di fare in modo che il progetto proceda nel modo previsto, che i materiali arrivino alle persone giuste, che le consegne vengano rispettate e che eventuali problemi vengano individuati e gestiti tempestivamente.
È una figura che deve possedere capacità organizzative molto forti, oltre a una buona conoscenza dell’industria e dei processi di localizzazione.
Un bravo Project Manager deve infatti riuscire a comprendere abbastanza il lavoro linguistico da poter prevedere criticità e dipendenze, ma anche abbastanza il lato produttivo da poter comunicare efficacemente con sviluppatori, publisher, linguisti e fornitori.
Il Localization Manager: una prospettiva più ampia
Quando si sale di livello nella struttura organizzativa, può entrare in gioco il Localization Manager, che ha generalmente una responsabilità più ampia rispetto al Project Manager.
La distinzione può variare molto da azienda ad azienda, perché le denominazioni dei ruoli non sono completamente standardizzate nel settore. In alcuni contesti le responsabilità possono sovrapporsi, mentre in altri vengono definite in modo molto preciso.
In generale, però, il Localization Manager lavora maggiormente sulla gestione strategica del processo di localizzazione: può occuparsi dei fornitori, dei processi linguistici, delle lingue supportate, della qualità, delle tempistiche e della relazione tra localizzazione e produzione del gioco.
È una posizione che richiede non soltanto competenze linguistiche, ma anche esperienza, capacità manageriali e una visione complessiva del processo.
Il Lead Linguist
Nei progetti più grandi può esserci anche un Lead Linguist, una figura che funge da punto di riferimento per il lavoro linguistico di una determinata lingua.
Il Lead Linguist può occuparsi di questioni terminologiche, revisioni, dubbi complessi, coerenza stilistica e coordinamento dei linguisti che lavorano sul progetto.
È particolarmente importante nei videogiochi caratterizzati da universi narrativi molto ricchi, nei quali nomi, terminologia, personaggi e concetti devono rimanere coerenti anche dopo migliaia di stringhe.
Immaginiamo, per esempio, un gioco di ruolo con decine di personaggi, fazioni, abilità, oggetti e luoghi. Se lo stesso concetto viene tradotto in tre modi diversi da tre traduttori differenti, il problema non è soltanto estetico: può compromettere la comprensione del gioco da parte del giocatore.
Il Lead Linguist contribuisce proprio a evitare questo tipo di frammentazione.
Il Terminologist: costruire e mantenere la lingua del gioco
La terminologia è uno degli aspetti più delicati della localizzazione, e nei progetti più complessi può essere gestita da specialisti dedicati.
Il Terminologist lavora sulla definizione e sulla gestione dei termini che devono essere utilizzati in modo coerente all’interno del progetto. Può occuparsi della creazione di glossari, della verifica delle equivalenze linguistiche e dell’organizzazione delle informazioni terminologiche.
Non si tratta soltanto di decidere come tradurre una parola.
Una buona terminologia deve tenere conto dell’universo narrativo, delle convenzioni del genere, della storia del franchise e, quando necessario, delle traduzioni già utilizzate nei capitoli precedenti.
Pensiamo a una serie videoludica che utilizza da anni un determinato termine. Cambiarlo arbitrariamente in un nuovo capitolo potrebbe creare confusione anche se la nuova traduzione fosse, in astratto, più elegante.
La terminologia è quindi uno degli strumenti che garantiscono continuità all’identità linguistica di un prodotto.
Il Localization Specialist: un ruolo sempre più trasversale
Esistono poi professionisti che vengono indicati con denominazioni più generiche, come Localization Specialist o Localization Coordinator. Anche in questo caso il significato preciso del ruolo dipende molto dall’azienda.
Il termine “Localization Specialist” può indicare una persona che lavora su diversi aspetti del processo di localizzazione, dalla gestione dei contenuti alla revisione, dal coordinamento linguistico all’interazione con fornitori e team interni.
Questa varietà è importante da comprendere perché il mercato del lavoro non utilizza sempre titoli perfettamente uniformi. Due aziende potrebbero utilizzare lo stesso titolo per descrivere attività abbastanza diverse, oppure usare titoli differenti per ruoli molto simili.
Per chi cerca lavoro, quindi, è spesso più utile leggere con attenzione la descrizione delle responsabilità che fermarsi al nome della posizione.
Il Dubbing Specialist e l’adattatore per il doppiaggio
Quando un videogioco prevede il doppiaggio, entra in gioco un’altra area professionale ancora.
L’adattatore dialoghista lavora sui testi destinati alla registrazione vocale, cercando di trasformare la traduzione in dialoghi che possano essere effettivamente pronunciati dagli attori.
Il problema è molto diverso da quello di una semplice stringa scritta. Una frase deve essere naturale quando viene pronunciata, deve rispettare il carattere del personaggio e deve, quando necessario, adattarsi alla durata e alle esigenze della registrazione.
A questo si possono aggiungere figure responsabili della direzione del doppiaggio, del coordinamento delle sessioni e della gestione del processo audio.
È un ambito nel quale competenze linguistiche, sensibilità narrativa e conoscenza delle tecniche audiovisive devono incontrarsi.
E poi ci sono le figure che lavorano intorno alla localizzazione
La localizzazione non vive isolata dal resto della produzione videoludica.
A seconda del progetto possono interagire con il team di localizzazione sviluppatori, narrative designer, writer, producer, specialisti di QA, responsabili del marketing e professionisti che lavorano sui materiali promozionali.
Questo è particolarmente evidente nella cross-media localization, dove il lavoro linguistico può estendersi oltre il gioco vero e proprio e comprendere trailer, campagne pubblicitarie, siti web, comunicati stampa, social media, fumetti, romanzi, artbook e altri contenuti collegati al prodotto.
Il localizzatore che desidera costruire una carriera solida dovrebbe quindi comprendere che il proprio lavoro non consiste necessariamente nel tradurre soltanto le battute presenti sullo schermo.
La lingua accompagna il gioco in moltissimi momenti della sua vita commerciale e narrativa.
Quale professione scegliere?
A questo punto la domanda più interessante diventa: come capire quale ruolo è più adatto a te?
Se ami soprattutto la scrittura e le lingue, il percorso del traduttore o del revisore può essere quello più naturale. Se invece ti piace analizzare i videogiochi, individuare problemi e lavorare con metodo, il Localization QA potrebbe essere una strada molto interessante.
Chi ha una forte predisposizione organizzativa e ama coordinare persone e scadenze potrebbe trovare maggiore soddisfazione nel project management, mentre chi possiede esperienza e una visione più ampia del processo può puntare progressivamente verso ruoli di coordinamento linguistico o management.
Non esiste, dunque, un unico “lavoro nella localizzazione”.
Esiste piuttosto un ecosistema professionale nel quale competenze linguistiche, tecniche, narrative, organizzative e videoludiche si incontrano.
Per entrare nella localizzazione non devi necessariamente partire dal ruolo dei tuoi sogni
Un altro aspetto importante riguarda il modo in cui si costruisce una carriera.
Non sempre il primo lavoro coincide con la posizione che si vorrebbe ricoprire tra cinque o dieci anni. È perfettamente possibile iniziare da attività linguistiche più operative, fare esperienza con piccoli progetti, lavorare come freelance, cimentarsi con il QA o collaborare con agenzie e, nel tempo, sviluppare competenze che permettano di accedere a responsabilità maggiori.
Quello che conta è comprendere quali competenze siano trasferibili.
Un traduttore che impara a utilizzare correttamente i CAT Tool, a gestire glossari, a lavorare con style guide e a comprendere il funzionamento di un progetto di localizzazione sta costruendo competenze che potranno essere utili anche in altri ruoli.
Allo stesso modo, una persona che comincia dal QA e sviluppa una solida competenza linguistica può progressivamente ampliare il proprio campo di azione.
La carriera nella localizzazione non è necessariamente una linea retta. È spesso un percorso nel quale le competenze si accumulano e aprono nuove possibilità.
La localizzazione è un lavoro di squadra
Forse è proprio questo l’aspetto più importante da portare a casa.
Un videogioco localizzato bene raramente è il risultato del lavoro di una sola persona. Anche quando il giocatore vede soltanto una frase sullo schermo, dietro quella frase possono esserci state scelte terminologiche, revisioni, controlli di qualità, indicazioni narrative, verifiche tecniche e decisioni prese da professionisti diversi.
La localizzazione è, prima di tutto, un lavoro di squadra.
Ed è proprio per questo che chi vuole entrarci dovrebbe smettere di chiedersi soltanto “come posso diventare traduttore di videogiochi?” e iniziare a domandarsi qualcosa di più ampio: quale contributo posso dare alla localizzazione di un videogioco?
La risposta può aprire molte più porte di quanto si immagini.
Scarica la Brochure del Corso
Scopri il programma completo, i moduli di specializzazione e tutte le informazioni sulla Scuola di formazione per la localizzazione di videogiochi.
Scarica Brochure
