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22 Gennaio 2026 ore 18:00
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Uno dei compiti più complessi e delicati della localizzazione videoludica è la resa dei dialoghi. Tradurre correttamente le parole non basta: ciò che conta davvero è preservare la character voice, ovvero l’identità linguistica, emotiva e narrativa dei personaggi.
Un dialogo mal localizzato può rendere un personaggio irriconoscibile, spezzare l’immersione e compromettere l’esperienza narrativa anche nei giochi tecnicamente impeccabili.
In questo articolo analizziamo cosa significa mantenere la character voice, perché è fondamentale e quali strategie permettono di localizzare i dialoghi senza tradire l’anima dei personaggi.
La character voice è l’insieme di elementi che rendono un personaggio riconoscibile attraverso il linguaggio. Non riguarda solo cosa dice, ma come lo dice.
Comprende:
registro linguistico (formale, colloquiale, volgare, poetico),
ritmo e lunghezza delle frasi,
lessico ricorrente,
tic verbali o espressioni caratteristiche,
tono emotivo e attitudine (sarcastica, cinica, ingenua, solenne).
Nei videogiochi narrativi — RPG, visual novel, avventure — la character voice è uno degli strumenti principali per la costruzione dell’identità del personaggio.
Se un personaggio cambia modo di parlare tra una lingua e l’altra, il giocatore percepisce una frattura narrativa. Il personaggio “non è più lo stesso”.
Dialoghi naturali e coerenti aumentano l’empatia e il coinvolgimento emotivo. Al contrario, un registro sbagliato rompe l’illusione del mondo di gioco.
In molti giochi il modo di parlare suggerisce:
ruolo sociale,
background culturale,
allineamento morale,
sviluppo del personaggio nel tempo.
Perdere questi segnali significa impoverire l’esperienza.
Ogni lingua ha:
lunghezze diverse,
ritmi differenti,
modi diversi di esprimere cortesia, rabbia o ironia.
Un dialogo incisivo in inglese può risultare piatto o artificiale se tradotto in modo letterale in italiano.
Battute, giochi di parole e riferimenti culturali sono tra gli elementi più difficili da localizzare.
Spesso è necessario riscrivere, non tradurre.
Un personaggio può cambiare modo di parlare nel corso della storia.
Se questo arco non viene tracciato correttamente, la localizzazione perde profondità.
limiti di spazio nei sottotitoli,
sincronizzazione con animazioni o lip-sync,
variabili e placeholder,
dialoghi ramificati.
Tutti elementi che influenzano le scelte linguistiche.
Un buon progetto di localizzazione parte da documenti chiave:
descrizione del personaggio,
età, background, livello di istruzione,
registro linguistico,
parole vietate o ricorrenti.
Questi strumenti permettono coerenza anche con più traduttori coinvolti.
Definire in anticipo:
termini ricorrenti,
titoli,
soprannomi,
modi di dire preferiti o da evitare.
La coerenza lessicale rafforza la credibilità del personaggio.
Tradurre stringhe isolate è uno dei principali nemici della character voice.
L’accesso a:
script completi,
video di gameplay,
build giocabili
migliora enormemente la qualità della resa.
La domanda chiave non è “come lo dice?”, ma “che effetto deve avere sul giocatore?”.
Se una battuta deve far ridere, spaventare o emozionare, la traduzione deve ottenere lo stesso risultato, anche con parole diverse.
Un personaggio rozzo in inglese non deve diventare semplicemente “sgrammaticato” in italiano, ma usare un registro credibile e coerente con la cultura di arrivo.
Meglio sostituire una battuta intraducibile con una nuova, piuttosto che mantenere una traduzione che “suona tradotta”.
L’uso di dialetti locali può:
rafforzare il carattere,
ma anche risultare caricaturale o fuori contesto.
Spesso è preferibile suggerire l’accento tramite il registro, non imitarlo direttamente.
Quando il gioco prevede il doppiaggio, la localizzazione dei dialoghi deve tenere conto di:
durata delle battute,
sincronizzazione labiale,
naturalezza del parlato,
direzione degli attori vocali.
In questi casi, il localizzatore lavora come un dialogue adaptor, bilanciando fedeltà e performabilità.
Traduzione letterale senza adattamento.
Registro incoerente tra personaggi.
Tutti i personaggi “parlano uguale”.
Mancanza di evoluzione linguistica nel tempo.
Uso eccessivo di calchi linguistici.
Ignorare il contesto emotivo della scena.
Questi errori sono immediatamente percepibili dal giocatore.
Localizzare i dialoghi significa, in parte, co-scrivere l’opera.
Il localizzatore diventa un ponte tra l’intento originale degli autori e l’esperienza del giocatore finale.
È un lavoro che richiede:
competenze linguistiche avanzate,
sensibilità narrativa,
conoscenza del medium videoludico,
capacità di collaborazione con scrittori e designer.
Mantenere la character voice è uno degli obiettivi più alti della localizzazione videoludica.
Quando i dialoghi funzionano, il giocatore dimentica che il gioco è stato tradotto.
I personaggi parlano in modo naturale, credibile, autentico.
Ed è proprio in quel momento che la localizzazione ha fatto il suo lavoro migliore: rendere la storia universale senza far perdere la sua anima.
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