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22 Gennaio 2026 ore 18:00
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La localizzazione videoludica non è semplicemente una traduzione. È un processo complesso che richiede una profonda comprensione delle culture, delle sensibilità sociali e dei contesti storico-culturali dei mercati di destinazione. Negli ultimi anni, la culturalizzazione è diventata uno dei temi più centrali nello sviluppo e nella localizzazione dei videogiochi, soprattutto per una ragione: un videogioco è un prodotto globale, ma il suo successo dipende dalla capacità di risuonare in modo autentico con culture diverse.
Questo articolo esplora cos’è la culturalizzazione, perché è essenziale e quali sono le migliori pratiche per implementarla.
La culturalizzazione è il processo attraverso cui un contenuto viene adattato per essere culturalmente comprensibile, accettabile e rispettoso nei mercati di destinazione. A differenza della semplice localizzazione, che si concentra su lingua, UI e adattamento tecnico, la culturalizzazione abbraccia valori, simboli, sensibilità, religioni, tabù e norme sociali.
Traduzione → Trasposizione linguistica.
Localizzazione → Adattamento linguistico + tecnico.
Culturalizzazione → Adattamento concettuale, narrativo, estetico, sociale.
In altre parole, la culturalizzazione guarda ciò che non può essere risolto dalla lingua: i significati profondi.
Una rappresentazione inappropriata di gruppi etnici, religioni o identità sociali può non solo generare polemiche, ma anche danneggiare l’immagine del brand.
Stereotipi, gesti offensivi e cliché narrativi possono avere impatti molto più gravi di un semplice “errore di traduzione”.
Molti videogiochi si ispirano a mitologie, culture indigene o tradizioni locali. Garantire una rappresentazione rispettosa significa:
evitare appropriazione culturale,
verificare simboli e iconografie,
rispettare festività, abbigliamento, ruoli sociali,
chiedere consulenze a esperti culturali.
Una buona culturalizzazione può:
migliorare l’accoglienza del gioco,
evitare richieste di censura o modifiche dell’ultimo minuto,
aumentare la fiducia dei giocatori nei confronti del brand,
ampliare la fanbase nei mercati emergenti.
Non si tratta solo di tradurre bene, ma di capire:
come un’espressione risuona nella cultura locale,
quali battute possono risultare offensive,
come adattare riferimenti culturali troppo specifici.
Molti simboli non hanno significati universali.
Esempi:
il bianco evoca purezza in Occidente, lutto in alcune culture asiatiche;
simboli religiosi possono avere regole specifiche sull’utilizzo;
determinati gesti della mano possono essere offensivi.
Rappresentazioni di:
alcol,
gioco d’azzardo,
nudità,
ruoli familiari
possono essere accettate in alcuni paesi ma vietate in altri.
Parliamo di:
geopolitica,
conflitti reali,
toponimi sensibili,
rituali religiosi,
storia recente e controversa.
Questi sono tra gli aspetti più delicati nella culturalizzazione.
La storia del medium è ricca di esempi che dimostrano quanto la culturalizzazione sia cruciale.
In alcuni paesi, il gesto “OK” con le dita è considerato volgare. È un dettaglio che può sembrare irrilevante, ma che ha causato correzioni dell’ultimo minuto in diversi titoli AAA.
Molti giochi hanno subito modifiche post-lancio perché utilizzavano versi sacri o simboli religiosi in contesti violenti o irrispettosi.
Il risultato è spesso un backlash globale.
Alcuni titoli hanno raffigurato culture reali come “tribù primitive ostili”, generando critiche sulla perpetuazione di stereotipi coloniali.
Casi simili hanno portato a patch correttive, cambi di narrativa e scuse pubbliche.
La ricerca culturale non è un optional. Include:
studio delle culture rappresentate,
confronto con consulenti,
analisi delle legislazioni locali.
Procedure utili per:
evitare contenuti offensivi involontari,
eliminare stereotipi,
verificare bias di genere, etnia, religione o orientamento.
La culturalizzazione funziona solo se:
localizzatori,
narrative designer,
artisti,
UX/UI
lavorano coordinati.
Un errore di iconografia o un dialogo fuori contesto possono nascere da una comunicazione insufficiente.
generazione di glossari culturali,
analisi preliminare di testi,
individuazione di termini sensibili,
supporto nella ricerca iconografica.
L’IA eredita i bias dei dataset su cui è stata addestrata.
Questo può portare a:
rappresentazioni distorte,
associazioni stereotipate,
interpretazioni errate del contesto culturale.
La supervisione umana è indispensabile.
La culturalizzazione è un investimento strategico che va oltre la localizzazione.
Significa creare videogiochi che possano parlare a culture diverse senza sacrificare la visione originale del team creativo.
È un lavoro di equilibrio, sensibilità e ricerca, che consente al videogioco di diventare veramente globale e inclusivo, rispettando giocatori di paesi e culture differenti.